Laura Agostino
I Savoia di Sarre
Prezzo al pubblico € 30.00
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Nel 1869, re Vittorio Emanuele II ha acquistato il castello di Sarre per farne il punto di partenza delle proprie battute di caccia al camoscio e allo stambecco. Per settant'anni il castello è stato soggiorno di vacanza non solo del re cacciatore ma anche di Umberto I e della regina Margherita; di Vittorio Emanuele III con la consorte Elena e le figlie Maria, Mafalda, Jolanda e Giovanna, di Umberto II e Maria Josè, con i piccoli Vittorio Emanuele, Maria Pia, Maria Gabriella e Maria Beatrice.
Gli antichi saloni (che oggi hanno settecento anni di storia, poiché il castello fu costruito nel 1242) non hanno però solo vissuto momenti di svago e gioia. Negli anni cruciali per la storia italiana, fra la seconda guerra mondiale, la Resistenza e la Liberazione, il castello di Sarre è stato infatti scenario delle vicende politiche e umane di Maria José. La principessa di Piemonte ha condotto un'intensa attività antifascista e, al momento della destituzione di Mussolini, nel 1943, è espatriata in Svizzera, dopo un soggiorno a Sarre. In terra elvetica ha continuato a intrattenere rapporti con esponenti liberali e partigiani, per poi tornare a Sarre, nel 1945, con l'auspicio di contribuire alla rinascita di un'Italia che conservasse l'istituto monarchico. Le sue speranze sono andate deluse ed ella è stata solo la "regina di maggio", ma Maria José conserva tutt'ora un particolare legame affettivo con la Valle d'Aosta, terra delle sue prodezze alpinistiche e culla di una dinastia alla storia della quale ella si è dedicata con passione.
Oltre a essere meta di villeggiatura, il castello di Sarre fu anche tenuta agricola, stabilmente abitata dal personale di custodia. Le vicende di queste persone si sono intrecciate con quelle reali, ma anche con quelle di una regione alpina dalle spiccate peculiarità. Dopo l'esilio dei Savoia, il castello è divenuto Museo. Nel 1989, è stato acquistato dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta che, dopo un accurato restauro, lo ha riaperto al pubblico, rendendo nuovamente fruibili il particolare salone dei trofei e la suggestiva cappella.
"I Savoia di Sarre" è dunque un affresco variegato, in grado di soddisfare la curiosità più diverse e di ridare la giusta importanza a un castello forse non ineguagliabile architettonicamente e artisticamente, ma ricco di memorie.